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Turin, Mailand, Rom - 16. – 31. Mai 1915







La Stampa, 14.5.1915:

 

 

    Domenica prossima farà la sua comparsa al Teatro Alfieri, per un corso di recite straordinarie, Max Linder, il notissimo artista francese che Torino non conosce se non nel cinematografo. Come già Mistinguet, Max Linder viene in Italia per una breve tournée a beneficio delle Opere francesi create per soccorrere i colpiti dalla guerra. Volontario nell'esercito francese, gli è stata concessa una breve licenza.

    Il programma dello spettacolo comprende tre commedie in un atto: Max deputato, sketch in 4 quadri, nel quale partecipano, oltre al Linder, le signorine Rysor e Marcelle Montyl, del Teatro Capucines, e l'attore comico Rouvière, del Teatro Femina; Pour le Poilu, vaudeville in un atto di C. A. Carpentier, interpretato da Marcelle Yrven, del Palais Royal, Renée Baltha, della Scala, Marcelle Mouthyl, Fabris, dell'Olimpia; La paix chez soi, commedia in un atto di Courteline.

"Max Linder"

al Teatro Alfieri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

La Stampa, 16.5.1915:

 

 

Max Linder a Torino

 

 

 

    Il signor Max Linder, che si era arruolato volontario nell'esercito Francese, avendo ottenuto una licenza straordinaria dopo una grave malattia contratta al fronte, approfitta della sua convalescenza per prodursi in una serie di rappresentazioni a favore delle Croci Rosse Italiana e Francese.

    Il suo programma è composta: 1.° di una parte cinematografia; 2.° "Pour un Poilu", sketch di "M. C.A.Carpentier", interpretato da "Marcelle Jrven", la grande stella del Palais Royal de Paris, dalla deliziosa "Renée Baltha" della Scala de Paris, da "Melle Fabris", l'originale artista della Folies Marigny e da "Melle Marcelle Monthil", l'adorabile ingenua des Capucines; 3.°

"Max Député"

Sketch in 5 quadri di Max Linder

interpretato da "Melle Renée Rysor", la deliziosa brillante des Capucines, da Monsieur "Rouvière", del Teatro Fémina,da "Mr. Gauthier", da "Mr. Smote", e da monsieur Max Linder, "il re del Cinematografo".

    La prima rappresentazione di questa straordinaria tournée ha luogo questa sera domenica, 16 maggio, al Teatro Alfieri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Secolo, 18.5.1915:

 

 

    Max Linder, il grande attore francese noto per le sue magnifiche riproduzioni cinematografiche, reduce dai trionfi di Torino, sara al Dal Verme il 19 corrente per poche sere. Egli era alla guerra e venne esonerato per malattia contratta al fronte. Ne approfitta per venire in Italia per alcune rappresentazioni a beneficio della Croce Rossa italiana e francese. Ha con sè una troupe ai artisti ottimi, fra i quali la celebre Marcelle Yrven del Palais Royal. Lo spettacolo comprenderà i più esilaranti Sketch dove Max Linder potrà meglio svolgere la sua grande arte. Certamente queste poche rappresentazioni desteranno grande interesse.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Vita Cinematografico, 22.5.1915:

 

 

Max Linder a Torino

   Il celebre comico parigino, l'idolo di tutti coloro che frequentano I cinematografi, appena scoppiata la guerra si è arruolato volontario ed è corso a difendere la sua patria in pericolo. Si battè con coraggio e fu ferito; in un dato momento, anzi, si è sparsa la notizia che era morto in battaglia; notizia che aveva rattristato tutti coloro che passarono delle ore deliziose nei Cinema, colle sue allegre trovate, ma che venne die poi smentita. Ciò non di meno Max Linder ha dato prova del disprezzo della vita e – ripetiamo – si fece onore sul campo di battaglia. Per guarire delle sue ferite gli venne accordata una licenza, che egli sta passando parte nella nostra Italia, facendo delle recite di beneficenza a pro della Croce Rossa francese ed italiana, insieme ad una troupe di comici parigini. Al nostro teatro Alfieri, dove recitò per due sere, si ebbe le più festose accoglienze.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Secolo, 19.5.1915:

 

 

Max Linder al Dal Verme

 

 

    Come abbiamo annunciato avrà luogo stasera al Dal Verme la prima rappresentazione con Max Linder, il popolarissimo attore francese, celebre per le sue interpretazioni comiche cinematografiche. Nella compagnia, composta dei migliori elementi del teatro francese di varietà, v'è anche Marcelle Yrven del Palais Royal.

    Max Linder ha già combattute in Francia ed è stato in seguito esonerato dal servizio per una malattia contratta in battaglia. Gli spettacoli sona a beneficio della Croce Rossa italiana e francese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Secolo, 19.5.1915:

 

 

Max Linder in persona

al Teatro Dal Verme

 

 

    Chi non conosce Max Linder? Chi con ha riso alle esilaranti scene comiche di questo grande artista francese? Le sue magnifiche interpretazioni cinematografiche sono note a tutti e tutti voranno ora ammirarlo in persona, sentirè la sua voce, conoscere da vicino la sua arte ammirevole.

    Arruolatosi volontario per tutta la guerra e lasciato libero per malattia contratta al fronte ne approfitta per venire in Italia e sarà al Dal Verme il 19 corrente per poche sere insieme ad una troupe deliziosa del tutto Parigina della quale fa parte la celebre artista Marcelle Yrven del Palais Royal. I più graziosi e recenti Sketch formeranno l'interessante programma di queste serate straordinarie per le quali Max Linder ha deciso di devolvere l'utile a scopo benefico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Secolo, 20.5.1915:

 

 

    La prima rappresentazione di Max Linder.

   Un uditorio foltissimo ed elegante intervenne ieri sera alla prima rappresentazione della tournée di Max Linder, il più fine ed aristocratico attore comico della cinematografia. Lo spettacolo venne preceduto dalla graziosa commedia in un atto di Georges Courteline, La paix chez soi, interpretata con molta grazia dalla signorina Marcelle Monthyl e dal signor Rouvière. Ma un successo clamoroso di ilarità ottenne Max Linder nello sketch in quattro quardi, da lui stesso scritto ed intitolato, Max Deputè: un misto alternato di recitazione e di cinematografia, che diverti moltissimo il pubblico. Nell'ultimo quadro Max, vestito da soldato francese, giunge ai confini d'Italia, dove s'incontra e si abbraccia con un bersagliere. La simpatica allusione suscitò una grande manifestazione patriottica. Il pubblico in piedi applaudi lungamente, mentre l'orchestra suonava la Marsigliese e la Marcia reale.

   Infine Marcelle Yrven, del "Palais Royal" esegui col concorso della signorine Rénée Baltha, Mouthyl e della avvenente e finissima signorina Fabris, l'esilarante skech di Carpentier Pour le Poilu, riuscendo a strappare applausi calorosi. Lo spettacolo si replica questa sera.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Presse, 22.5.1915:

 

 

L'ENTRÉE DES FRANÇAIS A MILAN

  

[...]

    Enfin, au Dal Verme, on annonce Max Linder en personne et ...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Giornale d'Italia, 23.5.1915:

 

 

Max Linder a Roma al Teatro Nazionale

 

 

    Max Linder che si era arruolato volontario nell'esercito francese, è stato recentemente riformato dal servizio attivo. Egli ne profitta per venire in Italia a svolgere una tournée a beneficio dei feriti francesi e della Croce Rossa Italiana. Reca con sè la celebre artista del Palais Royal Marcelle Yrven; Renée Batha della Scala; Marcelle Monthil des Capucines; Fabris dell'Olympia e il bravo comico Romière. E' una Compagnia deliziosamente ed esclusivamente parigina.

    Lo spettacolo si comporrà di un Kinema-Sketch in 4 quadri di Max Linder; Max deputé; Pour le Poilu e la Paix chez soi di Courteline. Le rappresentazioni avranno luogo dal 27 al 31 maggio al Teatro Nazionale ed è facile prevedere che data la popolarità di Max Linder e lo scopo patriottico otterranno un grande successo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Messaggero, 28.5.1915:

English

 

 

Max Linder

al "Nazionale"

 

   Signore e signori!...

   Come ognuno vede, tre parole niente affatto peregrine. Esordio normalissimo di tutte, o quasi tutte, le conferenze che affliggono l'umanità. Eppure è bastato che Max Linder le pronunziasse — con l'o, naturalmente, molto aperto è l'o altrettanto strisciata. — perché l'elegantissima folla che gremiva ieri sera il Nazionale prorompesse in un applauso che aveva qualche cosa del frenetico.

   Max Linder trionfava subito. Però non ha fatto una conferenza. Come uno scolaretto che ricorda a mala pena le prime due o tre parole della lezione e poi si accheta annaspando nel vuoto, quasi, ad invocare un occulto soccorso alla labile memoria, cosi il popolarissimo Max ha eseguito alcune battute di mimica silenziosa. Poi ha tratto dalla tasca dei pantaloni un foglietto, assai probabilmente scritto in lingua italiana, lo ha letto con una ortoepia degna davvero delle alleanze cementate sui campi di battaglia e, tra un rinnovato fragore di battimani, se n'è fuggito e gambe levate dietro il sipario per «attaccare» lo sketch franco-italiano «Max deputé» annunziato come secondo numero del programma.

   Quelle ovazioni, diciamo cosi d'ouverture, debbono aver significato a Max Linder di quanta simpatia la sua figura e la sua arte siano circondate in Italia. Anche i più arcigni avversari de cinematografo sono indulgenti con Max Linder Si può — spessissimo anzi è inevitabile — si può odiare una film a lungo metraggio dove l'ignoto delinquente dell'autore ha inzeppato un poi di tutto — amore, morte, sbornie scontri ferroviari, aeroplani, dirigibili, martirio tempesta, belve feroci amo destrieri, romani antichi, cambiali in protesto, poliziotti che non arrivano mai in tempo, ministri e re di Stati, inesistenti — ma non si può non sorridere e ridere, quando sul bianco schermo appare la silhouette dell'elegantissimo, e comicissimo Max.

   Motivo per cui, quando, nei primi mesi della guerra, fra le tante notizie che invano attesero autorevole conferma — (quella, per esempio, della colazione del kaiser a Parigi) — si diffuse anche l'altra della morte di Max Linder, la moltitudine dei frequentatori delle sale cinematografiche provò una reale amarezza al pensiero d'esser privata per sempre di uno de suoi più gâtes fornitori di giocondità a buon mercato. Naturalissimo, quindi, l'entusiasmo dì ieri sera nel rivedere in carne ed ossa l'architettare di tante grottesche diavolerie: nel rivederlo sullo schermo cinematografico e nel vederlo agire — lui, proprio lui — durante la creazione di una film.

   Coadiuvato ottimamente dalla, signorina Marcella Monthyl, dalla signorina Rysor e dal signor Rouvière, Max Linder ha sfoggiato tutto il suo brio, ha prodigato le risorse più argute della sua inventiva paradossale nello sketch in cinque quadri — Max député — dove, mercé la complicità di un'enorme valigia, si svolgono le scene di una farsa gustosissima che, dalla sede di una prefettura fervida di preoccupazioni elettorali, finisce nientemeno, traverso un raid automobilistico aereo, alla frontiera italiana in tempo di mobilitazione, ma... a puro e semplice scopo di fratellanza fra le due nazioni latine.

   Lo spettacolo, iniziatosi con la ben nota Pace in famiglia di Courteline ed intramezzato dall'esecuzione degl'inni nazionali francesi ed italiani, accolti da imponenti, unanimi ovazioni, s'è chiuso, sempre suscitando il più schietto interessamento con l'atto di C. A. Carpentier, Pour un poilu.

   Innamorate del poilu che combatte al campo di Compiègne, sono tre deliziose donnine le quali, all'insaputa l'una dell'altra, si ritrovano nello stesso albergò e per raggiungere col minimo rischio l'oggetto dei loro appassionati desideri, ricorrono allo stesso stratagemma: travestirsi, cioè, da soldati. Una, infatti, indossa il barracano arabo, la seconda l'uniforme da artigliere, la terza quella dei legionari scozzesi.

   Il tutto, naturalmente... a scopo di propinare al pubblico le canzonette militari e patriottiche più d'attualità. Fra gli altri, ieri sera, sono stati gustatissìmi i couplets della canzone prediletta dai soldati inglesi: It's a long way to Tipperary.

   E con la tappa di Tipperary — dopo aver gratificato di ben meritati applausi le signorine Yrven, Baltha, Fabris e Monthyl — il pubblico ha sfollato la sala. Stasera lo spettacolo che, come fu già avvertito, si dà a beneficio della nostra Crocè Rossa, si replica.

g. m.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'Idea Nazionale, 29.5.1915:

English

 

 

Max Linder

al "Drammatico Nazionale"

 

   E' inteso che il cronista teatrale, quando gli capiti di andare a vedere una troupe di attori francesi, dove darsi l'aria dell'uomo che sa il fatte suo, che conosce Parigi le sue abitudini e il suo gorgo, e che sa a tempo opportuno, per son apparire un provinciale, lasciar cadere l'allusione e la frasetta bene a proposito, in testimonianza della propria familiarità con la capitale del mondo intellettuale.

   Ma se iersera al Nazionale fosse andato un ingenuo studiosa, non pratico d'altro teatro che di quello appreso dal libri o dalla consuetudine delle nostro scene, egli avrebbe potuto fare la caso suo, nient'altro che un raffronto, più o meno istruttivo, fra carte manifestazioni di comicità francese con cert' altre di comicità nostra.

   C'era Max Linder. Max Linder é tutt'altro che un incognito fra noi. La film cinematografica ce lo ha reso popolare. La sua falsa morte sui campo di battaglia ha raddoppiato la sua popolarità. Il suo arrivo, a Roma, in carne e osso, per rappresentazioni a scopo benefico, ha richiamato un'immensa folla franco-italiana al Nazionale. Quand'egli è apparso stella ribalta, per un piccolo prologo mimico, lotti le hanno riconosciuto come un vecchio amico, e l'hanno accolto con tonanti ovazioni.

   Egli ha rappresentato una sketch in cinque parti, di propria composizione: Max député: fusione di scene parlate con scene cinematografiche: tre parti recitate, due parte cinematografate: una trovata da tenerne conto, chi volesse ampliare le capacita della nostro angusta e disgraziatissima scena comica. Max Linder di questa trovata non si é giovato se non per sviluppare una schema cinematarsistico. In storia della sua presentazione in un collegio elettorale, come deputato: che andrebbe benissimo, le una sua amante ostinata a seguirlo entro un baule non gli rompesse, scena per scena, le ova nel paniere. Siamo in un campo tecnicamente inferiore non solo alla vecchia farsa ma anche al caffé concerto: non ed ombra di umanità, nemmeno caricaturale, nemmeno parodistica: siamo al livello buffonesco dei clowns da circo.

   Senonché, Max è, come tutti sanno, straordinario: e la sua mimica prodigiosa, le contrazioni delle sua fisonomia, la sua abilita unica per cui non soltanto la sua faccia ma tutta la sua persona può divenire una smorfia, attingono a una vena di comicità tanto fresca e viva che iersera in teatro anche i meno volenterosi prorompi vano in scoppi di cosi sana ilarità quale nessuna pochade pare più capace di generare. Senza dire che qua' suoi gesti e qua' suoi lazzi, pur toccando il massimo del buffonesco, restano, pur un segreto ammirabile, nel limiti di una correttezza e d'una eleganza tutta francese: con la quale quella de nostri comici non ha assolutamente alcun rapporto.

   E' ciò che si nota, del resto, anche nel compagni di Max Linder. Cosi in Max deputé, come nella Paix chez soi, che lo precedette, come in Pour un poilu, che le segui, vedemmo le signorine Monthyl, Yrven, Baltha e Fabris, tutte molto graziose, e il comico signor Rouvière, assai valente, agire e parlare seconde un tipo di recitazione, certo molto meno indiavolato e pagliaccesco che quello di Max, stilizzato anzi entro un gergo e delle tonalità di vece quasi immutabili, ma tutto sfaccettato, in un perenne grazioso artificio, di finezze quasi impercettibili, che servono a tenere in piedi il vuoto associate dagli spumosi testi recitate. E anche per questo, come se avuto del resto occasione di conservare più volte, che tanta roba applaudita a Parigi s' affloscia e appassisce nella recitazione italiana del nostri camice. Per poi occorre qualcosa di più piano, di più consistente, di più architettato. Siamo meno raffinati e meno depravati, più grossolani e più sani.

   Nello spettacolo di iersera non mancare no cannoni di guerra; inni patriottici applauditi, in pieni, da tutti gli spettatori; un quadro allusivo all'intesa franco-italiana, in cui Max Linder, fantaccino in pantaloni rossi, stese la mano a un bersagliere; e latine un Vive l'Italie! delle dallo stesso Max, con evidente commozione.

   Stasera replica.

s. d'a.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Tribuna, 29.5.1915:

English

 

 

Max Linder

al Teatro Nazionale

 

    Max Linder è venuto a Roma a compiere un'opera di carita; è venuto a sue spese; tutto il ricavato dalle rappresentazioni; è a beneficio della Croce Rossa Italiana. Bisogna anzitutto essere grato a lui di questo gesto; e oltre che a lui, al Re Riccardi che ha organizzato questa tournée, dando anche lui la faticosa opera sua a uno scopo altamente patriottico.

    Max Linder è stato accolto al suo apparire da uno scrosciante applauso interminato. Egli aveva immaginato uno schetch, metà recitato, metà cinematografo, in cui tutta la sua abilità di attore comico che a volte compie le più laboriose impreso prendesse rilievo, ieri sera, Max Linder fu inesauribile. In quella film - Max député - il popolarissimo attore trasse dalle situazioni bizzarre tutto un'onda di comicità ininterrotta che la fece seguire dalla più fervida simpatia del pubblico imponente che s'abbandonava alla più irresistibile ilarità. Max Linder ebbe vere ovazioni.

    La brillantissima serata diede luogo anche a una vibrante manifestazione di amicizia italo-francese e gl'inni nazionali e la "Marsigliese" furono ascoltati in piedi dal pubblico fra impetuose acclamazioni e grida di Viva la Francia e di Viva l'Italia!

    Assieme al giocondissimo e arguissimo Max Linder, che con tanto entusiasmo il pubblico romano conobbe personalmente, furono molto festeggiati i valorosi artisti della sua compagnia, le signorine Marcelle Yrven, Renée Baltha; Marcelle Monthil, Fabris e Rysor ed il signor Rouvière.

    La sala era gremita. L'incasso superò le duemila lire e, de tratto le spese del teatro e i diritti d'autore, Max Linder versò alla Croce Rossa Italiana la somma di lire 1277 che rappresentava la parte d'utili a lui spettante su la rappresentazione.

    Stasera, seconda recita di Max Linder e certamente un'altra piena. Il pubblico romano seguirà con grande interesse queste divertenti e patriottiche rappresentazioni del beniamino del pubblico cinematografico e gli dirà ogni sera i suoi sentimenti di ammirazione, di solidarietà e di riconoscenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le Siècle, 30.5.1915:

 

 

Echos et Nouvelles

 

    M. Max Linder est actuellement à Rome. Et les Italiens se félicitent de posséder l'acteur cher aux habitués de l'écran, et, cette fois, en chair et en os. L'acteur parisien joue au théâtre Nazionale au bénéfice de la Croix-Rouge italienne. Bravo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Jornal do Brasil, 30.5.1915:

 

 

Max Linder trabalha em benefi-

cio da Cruz Vermelha

 

    ROMA, 29. - O popular artista Max Linder trabalhou hoje no theatro Nazionale num espectaculo em beneficio da Cruz Vermelha Italiana, sendo acolhido com extraordinario enthusiasmo pelo publico. O Sr. Salandra, Presidente do Conselho de Ministros, assistiu ao espectaculo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Messaggero, 1.6.1915:

English

 

 

La serata di Max Linder

al Nazionale

 

   Un pubblico enorme accorse ieri sera al «Nazionale» per l'ultima rappresentazione della troupe di Max Lindes.

   Il valente artista fu, come sempre, felicissimo nel suo speciale giuoco scenico e suscito grandi acclamazioni, che alla fine dello scherzo comico assunsero un carattere entusiastico, quando egli si presentò vestito da soldato francese vicino ad un bersagliere italiano. Si gridò da ogni parte: viva la Francia, viva l'Italia e si suonarono la Marsigliese e l'Inno reale, che il pubblico plaudente ascoltò in piedi. Poi venne offerta una grande corona d'alloro con bacche dorate a Max Linder fra ovazioni imponenti, prolungate, mentre egli, avanzatosi alla ribalta, consegnava ad un rappresentante della Croce Rossa italiana una busta contenente la somma che offriva personalmente e che poi si seppe essere di lire mille e duecento.

   Dopo l'ultimo lavoro Pour un poilu il pubblico salutò con applausi fragorosi, interminabili, tutti gli artisti francesi, sopratutto Max Linder che chiamò molte volte al proscenio. L'orchestra allora intonò di nuovo la Marsigliere e l'Inno reale e l'entusiasmo fu indescrivibile.

   Il simpatico artista chiese di parlare: si fece subito silenzio ed egli, dopo aver ringraziato vivamente il pubblico, disse, che prendeva l'impegno dì tornare presto in Italia, a Roma, cioè quando la Francia avrà ripreso l'Alsazia e la Lorena; il Belgio sarà ritornato in possesso delle sue terre, e l'Italia avrà conquistato Trento e Trieste.

   Le sue parole suscitarono applausi frenetici, interminabii. Max Linder apparve molto commosso di questa nuova dimostrazione fattagli dal pubblico.

   Stasera riposo: domani inaugurazione della stagione lirica popolare col Barbiere di Siviglia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le Temps, 10.6.1915:

 

 

   Notre correspondant de Rome nous écrit:

   Max Linder, l'artiste de cinématographe, ayant obtenu un congé de convalescence a la suite d'une maladie contractée aux tranchées a eu l'idée de se rendre en Italie avec une compagnie de bons artistes, parmi lesquels Mlle Marcelle Yrven et d'y donner des représentations au bénéfice de la Croix-Rouge italienne. Ces représentations ont obtenu un grand succès. Max Linder, qui est très populaire en Italie, a été fêté comme un enfant gâté dans toutes les villes, et particulièrement a Rome. Durant les cinq soirées qu'il y a données, le théâtre faisait le maximum, si bien que, les frais payés, il a pu laisser 5000 francs pour la Croix-Rouge romaine.

   A l'heure où Max Linder arrivait costumé en soldat français et serrait la main du bersaglier italien, le succès obtenu par le spirituel artiste se transformait en manifestation patriotique, et quand il s'écriait: "Vive l'Italie!" le public répondait: "Vive la France!" et demandait la Marseillaise. Tout Rome s'est rendu à ces soirées désormais inoubliables. M. Salandra lui-même, malgré ses occupations multiples, a assisté à la deuxième représentation. Max Linder l'a reconnu, et a la fin a crié: "Vive Salandra!"

   Le public a fait une longue ovation au président du conseil, qui s'est levé quand l'orchestre joua la Marseillaise. [NOUVELLES DE L'ÉTRANGER] (Le Temps, 10.6.1915)